Programma gita a Bassano DG ed Asolo

 

Gita turistico-culturale a  Bassano del Grappa/Asolo

15 maggio 2013

 

- 7,00    Ritrovo in Via Matteotti (vicino all’edicola)

- 7,15    Partenza

- 9,30    Arrivo a Bassano del Grappa (VI) e visita guidata:

Ø     Piazza Garibaldi

Ø     Torre di Ezzelino

Ø     Chiesa di San Francesco

Ø     Palazzo del Municipio

Ø     Ponte Coperto

Ø     Duomo

-11,30   Visita al Poli Museo della grappa

-12,30    Pranzo a Rosà presso il Ristorante “Al Fiore”

-16,00   Trasferimento adAsolo (TV) e visita guidata della città

Ø     Duomo

Ø     Palazzo del Comune

Ø     Casa di Eleonora Duse

Ø     La Via Regina Cornaro

-18,00  Partenza per ritorno

-20,00  Arrivo previsto a Cavarzere

 

Quota partecipativa € 48

 

 

Menù del pranzo

 

Antipasti:Roast-beef con grana e rucola / insalata di asparagi

Primi Piatti:Risotto di primavera / Crespelle alla lombarda

Sorbetto al limone

Secondi piatti: Controfiletto di manzo ai ferri con fagiolini al forno

                        Spalletta di vitello al forno con asparagi gratinati

                        Scaloppina agli asparagi con patate al forno      

Acqua - Vino - Dolce - Caffè - Digestivo                                             

 

C

Il ponte sul Brenta, detto Ponte Vecchio, Ponte di Bassano o Ponte degli Alpini  è considerato uno dei ponti più caratteristici d'Italia. Costruito interamente in legno e coperto, ha subito numerosi interventi e ricostruzioni dalla sua nascita, documentata nel 1209 da Gerardo Maurisio. L'attuale ponte è basato sul progetto di Andrea Palladio del 1569.

Il ponte preesistente (anno1209 ) era una struttura in legno su piloni e coperta da un tetto che costituisce la fondamentale via di comunicazione fra Bassano e Vicenza.

Progetto di Palladio

Il ponte ne I quattro libri dell'architettura (libro III) pubblicato da Palladio nel 1570
Il ponte in un rilievo di Ottavio Bertotti Scamozzi, 1773

Nell’ottobre del 1567 si ebbe una vigorosa piena del fiume Brenta che travolse lo storico ponte preesistente. L'architetto Andrea Palladio fu coinvolto nella ricostruzione sin dai mesi immediatamente successivi al crollo: egli progettò dapprima un ponte in pietra completamente diverso dal precedente, a tre arcate sul modello degli antichi ponti romani. Il Consiglio cittadino bocciò tuttavia il progetto, imponendo all’architetto di non discostarsi troppo dalla struttura tradizionale.

Nell’estate del 1569 Palladio presentò quindi un secondo progetto definitivo di un ponte in legno che richiamava in pratica la struttura precedente, sebbene radicalmente rinnovata quanto a soluzioni tecniche e strutturali, e di grande impatto visivo. Unico rimando a un linguaggio architettonico è l’uso di colonne tuscaniche come sostegni dell’architrave che regge la copertura.

 

 Il ponte resistette per quasi duecento anni, crollando a seguito della travolgente piena del Brenta del 19 agosto 1748. Il ponte fu ricostruito da Bartolomeo Ferracina seguendo fedelmente il disegno palladiano.

Nel 1813  fu  incendiato dal viceré Eugenio di Beauharnais e successivamente riedificato nel 1821 da Angelo Casarotti, con le stesse forme precedenti.

Durante la prima guerra mondiale sul celebre ponte passarono le truppe italiane del generale Luigi Cadorna per affrontare la celere difesa dei territori dell'altopiano dei Sette Comuni da questo evento è stato poi chiamato  Ponte degli Alpini

Fu raso al suolo per la terza volta il 17 febbraio 1945 .L'azione di sabotaggio, che faceva parte di un piano più vasto voluto dagli Alleati contro i ponti della Pedemontana, fu eseguita da un gruppo di 15 partigiani tutti armati e in bicicletta. I danni furono notevoli e ci furono anche due vittime. Il comandante del gruppo era Primo Visentin nome di battaglia "Masaccio", come ricorda la targa presente ancora oggi sul ponte Per rappresaglia i nazisti prelevarono dalle prigioni tre partigiani e li fucilarono sul ponte con addosso il cartello recante la scritta "Io sono un bandito". Il ponte fu ricostruito nel 1947 secondo l'originale disegno di Palladio.

Il ponte infine fu gravemente danneggiato dalla eccezionale piena del 4 novembre 1966, a seguito della quale venne effettuato un sistematico restauro strutturale.